Benvenuti su ecovie.it

Il luogo dell'idea che diventa progetto, dell'informazione che diventa partecipazione, del coinvolgimento che diventa politica. Per un vero sistema di turismo-natura nell'abruzzo meridionale, per uno sviluppo economico in armonia con l'ambiente, per un dialogo sull'urbanistica.
Sostieni il progetto ecovie, partecipa alla sfida dell'industria a impatto zero.


"Coloro che dicono che il mondo andrà sempre cosí come é andato finora contribuiscono a far si che l'oggetto della loro predizione si avveri" Immanuel Kant
Scritti politici e di filosofia della storia e del diritto

tratto dal DPEF 2007-2011, p. 5.

Venerdi’ e sabato prossimo iniziativa sul tema ciclabili e mobilità sostenibile a Pineto

July 26th, 2009

Più Bici meno Suv

InfoPoint di Ecovie a “Passeggiando tra la musica con gusto”

August 10th, 2008

InfoPoint Ecovie Viali Lanciano 05 InfoPoint Ecovie Viali Lanciano 04 InfoPoint Ecovie Viali Lanciano 03 InfoPoint Ecovie Viali Lanciano 02 InfoPoint Ecovie Viali Lanciano 01 

Intervento di Ecovie al convegno del 27-07-08 a Fossacesia

August 10th, 2008

A Viggiano, in Basilicata, una raffineria che l’Eni chiama Centro Oli è aperta da diecianni, accettata grazie all’illusione di poter diventare il Texas italiano. Oggi, unviggianese su quattro è emigrato, stremato dall’aria irrespirabile; le aule delle scuolesono vuote e il valore delle case, per molti l’unico patrimonio, è azzerato. Gliimprenditori, che pure ci avevano creduto, sono stati costretti a smembrare le lorofabbriche per far passare l’oleodotto, e la zona industriale è un fantasma. L’Eni, invecedi portare redditi e lavoro, ha distrutto l’economia locale. L’impianto è sorto in unalocalità che si chiama Le Vigne, in onore alla vite, la cultura principale della zona. Oggiil vino non si fa più perché quel vino non ha più mercato. Il legittimo sospetto dicontaminazioni ha cancellato l’attività vitivinicola. La Val d’Agri era tanto bella dameritare un parco nazionale.

La legge 93 del marzo 2001 dispone l’istituzione del Parco Nazionale della CostaTeatina, da Francavilla a San Salvo. Un accordo scellerato tra politica regionale ed Eni,la mattina dell’11 settembre 2001 – previa spartizione preventiva di un bottino da130mln tra Marrollo, Fratino, Nervegna e qualcun altro – prospetta la trasformazionedell’Abruzzo da regione verde d’Europa e Lombardia del Mezzogiorno a decadenteregione mineraria, con una raffineria e un porto (quello di Ortona) che da commercialediventa petrolifero. In questo modo si dà il via a pozzi, tanti pozzi lungo tutta la costaabruzzese, da Pineto a San Salvo, in terra e in mare, alcuni dei quali già sotto i nostriocchi.

Leggi l’intervento per intero

Percorsi binari

August 10th, 2008

Chiude oggi ad Ortona la mostra: “Percorsi binari”
Viaggio multimediale attraverso la costa dei trabocchi
Ieri al complesso Sant’Anna il gruppo Ecovie Adriatico-Sangritane

Una dedica al patrimonio naturalistico intrecciato ai binari della ferrovia: e’ la mostra Percorsi Binari. Viaggio multimediale attraverso la costa dei Trabocchi.

Un’ iniziativa autofinanziata e autogestita a cura di Enzo d’Annibale, Gaetano de Crecchio, Giuseppe Iubatti, Marco Rinaldi e Mario Trave. All’interno del complesso monumentale Sant’Anna ad Ortona hanno esposto le loro opere fotografi e artisti, mentre il Coordinamento tutela della costa Teatina, il progetto Co.Te.So del WWF ed Ecovie Adriatico – Sangritane hanno curato l’esposizione di pannelli che documentano la loro attivita’ a tutela del territorio.

Antonio Bianco, coordinatore del progetto Ecovie, ha spiegato ieri ai visitatori della mostra gli obiettivi del gruppo attivo dalla scorsa estate: “Noi offriamo una risposta concreta - ha detto Bianco – alla questione del riutilizzo dei tracciati ferroviari delle linee Adriatica (Francavilla – Vasto / San Salvo) e Sangritana (San Vito / Lanciano - Castel di Sangro).

Il problema di una tutela del territorio che sia compatibile con lo sviluppo economico si pone oggi piu’ che mai, dal momento che progetti speculativi e industriali minacciano seriamente la salubrita’ e l’integrita’ della nostra regione.

Il progetto Ecovie Adriatico – Sangritane si rivolge ai turisti, ma anche alla popolazione locale. Il nostro – ha concluso Bianco – sarebbe un sistema basato sul Turismo – Natura. Lo diciamo alla politica: molto richiesto e poco costoso”.

Prossimo appuntamento per parlare di costa e sviluppo sostenibile, domenica 27 luglio all’ abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia. Parteciperanno, tra gli altri, i senatori Giovanni Legnini e Fabrizio Di Stefano, il sindaco di Fossacesia Enrico DI Giuseppantonio, operatori economici e, soprattutto i tanti cittadini e cicloamatori che da tempo hanno detto si’ al progetto.

Ritorno al Futuro

July 22nd, 2008

Ritorno al Futuro

Una giornata con E-Cubo

April 13th, 2008

Ecco un piccolo reportage fotografico delle giornate trascorse
con la troupe di E-Cubo di Rai Educational

cimg2341.JPG cimg2365.JPG cimg2353.JPG
cimg2346.JPG cimg2343.JPG

E-Cubo di Rai Educational in Abruzzo

March 29th, 2008

Laurenzi: “Dedicheremo una puntata al progetto Ecovie: il nostro programma è diretto ai giovani e racconta proposte concrete”
Due giorni attraverso gli scenari più suggestivi della provincia di Chieti, dalla costa alla montagna, passando per le colline degli ulivi e dei vigneti

Due giorni per toccare con mano, attraverso immagini ed interviste, la complessità dell’Abruzzo meridionale. La troupe di E-Cubo, il nuovo programma di Rai Educational su ambiente, economia ed energia ha girato attraverso tutta la provincia di Chieti, da Francavilla al Mare a Vasto, da Lanciano a Quadri passando per i comuni di Fossacesia, San Vito Chietino e Treglio.

Ad accompagnarla i ragazzi del progetto Ecovie, protagonisti di una puntata che andrà in onda a giugno, nella seconda serie di E-Cubo.

Roberto Laurenzi, regista e autore del programma: “Abbiamo contattato il gruppo Ecovie perché ci interessava raccontare da un punto di vista giovane il momento cruciale che vive l’Abruzzo, diviso tra la scelta di autorizzare un impianto Eni per l’estrazione e raffinazione del petrolio e quella, diametralmente opposta, di realizzare una grande rete per il turismo natura, le Ecovie. Se non fosse stato per loro non saremmo venuti fin qui: il nostro programma non fa denuncia, ma racconta proposte concrete. Metteremo in luce i punti chiave dei due modelli di sviluppo con il coinvolgimento degli attori sociali, politici ed economici presenti sul territorio”.

Politici, rappresentanti delle istituzioni e dell’agroalimentare di qualità. Ma anche cittadini e studenti innamorati del proprio territorio: “Abbiamo fatto una scelta basata sulla bellezza dei paesaggi – commenta Antonio Bianco, coordinatore del progetto Ecovie - a Roberto Laurenzi e alla sua troupe abbiamo fatto vedere l’Abruzzo attraverso i nostri occhi, in modo che la motivazione alla base del progetto Ecovie emergesse quasi naturalmente. Li abbiamo accompagnati sul tracciato della vecchia ferrovia Adriatica e sui binari abbandonati di quella Sangritana, filmando scenari mozzafiato e incontrando tutti coloro che lavorano sul territorio”.

Dall’alto dell’abbazia di San Giovanni in Venere Giuseppe Ursini ha raccontato la nascita di un prodotto oleario ormai famoso in tutto il mondo; da uno dei trabocchi della costa omonima il sindaco Enrico Di Giuseppantonio ha parlato del turismo e dell’importanza del tracciato ferroviario ai fini della conservazione del paesaggio di Fossacesia e dintorni. Politici come Giovanni Legnini e Franco Caramanico hanno raccontato il progetto del Parco Nazionale della Costa Teatina e insieme a loro, Fabrizio Di Stefano ha riassunto le fasi cruciali della battaglia contro il Centro Oli. Domenico Pasetti e i rappresentanti delle cantine sociali di Tollo hanno spiegato il valore del contesto nella promozione e nella vendita dei vini, ribadendo che oggi l’Abruzzo non ha nulla da invidiare al Chianti. Marcello De Cecco è intervenuto sul progetto Ecovie, ricordando esempi europei di grande valore, come quello della pista ciclabile del Danubio. Enzo Giammarino, presidente di Ecotour, ha citato i numeri del turismo basato sulla natura, un settore in continua crescita. Una costa di inestimabile valore ambientale e paesaggistico su cui insistono colline di viti e ulivi. Zone interne montuose e incontaminate. Un territorio che aspetta un disegno politico ed economico che lo valorizzi e lo metta a riparo da progetti speculativi e industriali dissennati.

www.ecubo.rai.it

No all’Abruzzo outlet del petrolio

March 29th, 2008

L’Espresso: “L’Eni in riserva, la produzione arranca, il titolo in Borsa anche”
Ecovie: “Gli amministratori che cedono al ricatto dell’azienda dimostrano di non avere a cuore il futuro della regione e dei suoi cittadini”

“L’Eni è rimasta in riserva. La produzione arranca. Il titolo in Borsa anche. E così il presidente Paolo Scaroni è costretto allo shopping di pozzi. Dall’Alaska fino al Congo. Facendo crescere l’indebitamento dell’azienda”.

Non lascia spazio a dubbi il settimanale L’Espresso nel numero di questa settimana. L’Eni è in difficoltà e il Centro Oli di Ortona non è che uno dei tanti tasselli della corsa ai pozzi della multinazionale a sei zampe, quando è ormai chiaro che la strada da percorrere è quella dell’investimento nelle fonti rinnovabili. Le royalties per la Regione ammonterebbero a 15milioni di euro spalmati su 15 o 20 anni, l’equivalente di un decimo del mercato annuale del vino nei soli dintorni della raffineria (150 milioni di euro) a fronte di costi ambientali elevatissimi.

“Si sta mettendo a repentaglio il nostro sviluppo di lungo periodo – ha dichiarato Antonio Bianco, ricercatore in economia politica e coordinatore del gruppo Ecovie –. Fa bene la Uil ad auspicare uno sguardo complessivo sulla vicenda. Il primo punto da chiarire in questa direzione riguarda il porto di Ortona: se davvero vogliamo difendere il suo ruolo di approdo commerciale e industriale dobbiamo respingere l’idea di farne un porto petrolifero, essendo le due destinazioni tecnicamente incompatibili. In secondo luogo, l’industria petrolchimica rende più vulnerabile il sistema economico regionale, in quanto fortemente lesiva delle altre forti attività nella zona: l’industria meccanica o elettronica stanno bene a tutti, quella petrolchimica ha tutt’altra natura, incompatibile con i settori di punta dell’economia regionale. Se le bottiglie di vino prodotte in Abruzzo si vendono a 50 o 100 euro, nel Chianti non dobbiamo andarci, ci siamo già.

Inoltre - continua il coordinatore di Ecovie - per valutare con l’auspicato massimo di garanzie e di trasparenza l’impatto della raffineria e del piano di trivellazione (che interessa l’intero Abruzzo) si devono rifiutare le autocertificazioni dell’Eni, che occupa una posizione di palese conflitto di interessi, e coinvolgere scienziati indipendenti, quali ad esempio Maria Rita D’Orsogna e Thomas Chou, docenti all’Università della California e autori di un aggiornato studio sugli effetti dell’inquinamento da idrogeno solforato. E quando i vertici Eni affermano che negli altri paesi tali opere non subiscono intralci, dovrebbero ricordare che, se in Italia il limite alle emissioni di idrogeno solforato è 10 parti per milione, in Canada è 0.003 parti per milione. Ovvero, da noi la tolleranza è di 3-4mila volte superiore.

Resta infine da accertare – conclude Bianco - se il segretario generale della Presidenza della Giunta regionale Lamberto Quarta abbia agito su mandato del Consiglio Regionale alla vigilia, lo ricordiamo, di una sua delibera di legge, oppure in violazione della sovranità dell’assemblea. Le minacce dell’Eni valgono poco dal punto di vista giuridico: il comune di Ortona non ha rilasciato la concessione edilizia e il piano dell’azienda non è abbastanza dettagliato per poter essere esaminato seriamente”.

In Abruzzo è EmergenzAmbiente

February 25th, 2008

Manifestazione regionale a Pescara 15 marzo 2008

Per il diritto all’informazione, per l’efficienza degli organi di controllo e la partecipazione ai processi decisionali per le scelte sul territorio. Per la difesa della salute e dell’ambiente.

Il 15 marzo, ad un anno dal sequestro delle discariche di Bussi, in piazza una mobilitazione collettiva per denunciare lo stato di grave degrado in cui versa la cosiddetta Regione Verde d’Europa: discariche di sostanze tossiche che detengono il primato delle più grandi d’Europa con conseguente inquinamento irreversibile delle falde acquifere, acqua potabile contaminata da sostanze chimiche cancerogene servita per anni a cittadini ignari, discariche progettate, realizzate e gestite al di fuori da ogni regola e per questo sequestrate, occupazione e cementificazione della costa sfruttamento selvaggio del territorio ed inquinamento dei fiumi, centinaia di cave autorizzate, sfruttate e abbandonate senza la redazione di un piano regionale, cementifici che bruciano rifiuti speciali, gestione fallimentare di parchi di rilevanza nazionale con gravi ripercussioni sulle specie in via di estinzione come l’Orso marsicano, fino all’insediamento di un centro di estrazione del petrolio (centro oli ENI di Ortona) ad alto rischio per la salute umana in aree densamente abitate e storicamente destinate ad un’agricoltura di pregio e al turismo.

Di fronte al susseguirsi allarmante di questi fatti a cui si aggiungono giorno dopo giorno nuove inquietanti denunce, al completo fallimento dei sistemi di controllo, alla mancata individuazione delle responsabilità amministrative e giudiziarie dei disastri ambientali avvenuti e in corso, al totale disinteresse delle forze politico-amministrative ad informare adeguatamente le cittadinanze, associazioni, movimenti e comitati presenti su tutto il territorio regionale hanno deciso di scendere insieme in piazza. La manifestazione sarà l’inizio di un percorso comune che ha come obiettivo quello di ottenere un cambiamento radicale delle attuali modalità di programmazione e gestione dell’ambiente.

Vogliamo che le strutture di controllo siano indipendenti, potenziate ed efficienti per garantire il diritto dei cittadini alla salute e la salvaguardia dell’ambiente. Vogliamo partecipare ai processi decisionali perchè in tante vertenze abbiamo dimostrato che da cittadini ed associazioni possono venire soluzioni concrete e costruttive.

Gli aderenti al Coordinamento stanno elaborando un documento di analisi e proposta sui principali temi ambientali della regione, che sarà presentato in occasione della manifestazione.

Lanciamo, quindi, un appello a tutte le realtà che nella Regione si stanno battendo per la salvaguardia del loro territorio affinché aderiscano alla manifestazione dando il loro contributo di conoscenze, idee e proposte.

Coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo, Comitato MareLibero Pescara, WWF Abruzzo, Comitato Natura Verde (no Petrolchimico a Ortona), ComitatoDifesa Ambiente (discariche di Atri), Forum Acqua Abruzzo Social Forum, Legambiente, Coord. CostaTeatina, Maiora Premunt (cementificio Pescara), Comitato Difesa del Fiume Pescara, Comitato Tutela Val Tordino – Notaresco, Comitato Anti-Discarica La Torre Teramo, Ass. La Ghiandaia Lettomanoppello (cave), Abruzzo in Movimento, Lav Abruzzo, Italia Nostra, Costambiente, Pro Natura Abruzzo

Hanno aderito:
Crocevia, Comitato Abruzzese del Paesaggio, Ecovie, Confederazione Cobas, Amici di Beppe Grillo Chieti, Agesci Pescara, Circolo per la Valorizzazione delle Terre Pubbliche, Arci Vasto, Adiconsum, Ass. Mate, Centro Nascita e Vita Naturale, Ass. Il Delfino, Pro-Loco Vacri, Casa della Pace Sulmona, Ass. LiberiMedia Pescara, Comitato Civico Interregionale per il Paesaggio di Castel di Sangro, Ass. Il Nibbio Scontrone, Ass. Mountain Wilderness, Deposito dei Segni, , Coop. Sociale Pralipè.

PER ADESIONI:
comitato@marelibero.org
PER UN CONTRIBUTO ALLE SPESE ORGANIZZATIVE:
C/C n. 50869973 intestato a: ass. LiberiMedia via Lazio 42 Pescara
nella causale : per EmergenzAmbiente Abruzzo

www.marelibero.org
www.wwf.it/abruzzo
http://icolibri.blogspot.com/
www.comitatonaturaverde.it

Rottamiamo il petrolio, l’Abruzzo dei parchi si può fare

February 18th, 2008

Pescara, 18 febbraio 2008

Centinaia di cittadini in piazza Salotto a Pescara
per dire NO al Centro Oli e Sì al Turismo Natura

“Rottamare il petrolio e puntare sull’energia pulita”. C’è anche questo alla voce Infrastrutture e Ambiente dei 12 punti del programma di Walter Veltroni e ieri, in piazza Salotto a Pescara, i cittadini abruzzesi hanno dimostrato di condividere questa scelta. Hanno portato striscioni e nei cartelli che chiedevano un Abruzzo verde e sostenibile, libero dall’incubo del petrolchimico.
“No al petrolchimico”, “Liberi dai veleni” e “Un Abruzzo verde e sostenibile si può fare” alcuni degli slogan sventolati dalla numerosa platea, gli stessi che hanno forse convinto il presidente Ottaviano Del Turco, fermo sostenitore del progetto Centro Oli di Ortona, a restare in silenzio durante il comizio del segretario del Partito Democratico.

E’ una mobilitazione straordinaria per l’Abruzzo – ha dichiarato Giorgio Rigon del Comitato NaturaVerde – la protesta contro il Centro Oli ha risvegliato le coscienze di migliaia di cittadini. Agricoltori, studenti, liberi professionisti, operai e casalinghe: gli abruzzesi hanno capito che una scelta in favore del petrolio sarebbe irreversibile e precipiterebbe il nostro territorio in un baratro. La nostra economia, fatta di agricoltura e turismo, subirebbe danni incalcolabili e la salute dei cittadini verrebbe esposta al rischio costante di sostanze tossiche quali l’idrogeno solforato. L’immagine dell’Abruzzo dei parchi, regione verde d’Europa, verrebbe definitivamente cancellata, così come le tradizioni e le tipicità che rendono il nostro territorio famoso in tutto il mondo“.

Oggi Veltroni visiterà il Mario Negri Sud, il prestigioso istituto di ricerca che ha portato a termine uno studio sull’impatto del Centro Oli. Una ricerca che conferma le perplessità dei cittadini e di alcuni politici: nonostante manchi un’analisi economica e una chimico - fisica che prenda in considerazione i rischi legati alle emissioni di Idrogeno solforato, lo studio dimostra che l’area compromessa dal petrolchimico sarebbe molto più vasta di quella dichiarata dall’Eni e che l’agricoltura sarebbe la prima, inequivocabile, vittima.

Una protesta compatta e ordinata, capace di portare anche soluzioni alternative e concrete:

Il modello di sviluppo legato a infrastrutture nocive per l’ambiente e per l’uomo si sta esaurendo – ha commentato Antonio Bianco, esponente del Partito Democratico sezione di Lanciano e coordinatore del progetto Ecovie - produce veleni e non si lega a nessuna delle vocazioni del nostro territorio, che pure ha bisogno di essere rilanciato. Si può ripartire, basta trovare le soluzioni più adatte e pensare l’economia in chiave attuale e sostenibile: le Ecovie Adriatico – Sangritane sono nate proprio per suggerire un’industria, ma a impatto zero. Si legano all’idea di un Abruzzo a basso coefficiente cementizio e ad alto tasso di sviluppo. Il mercato turistico internazionale chiede natura, non petrolio“.