Archive for March, 2008

E-Cubo di Rai Educational in Abruzzo

Saturday, March 29th, 2008

Laurenzi: “Dedicheremo una puntata al progetto Ecovie: il nostro programma è diretto ai giovani e racconta proposte concrete”
Due giorni attraverso gli scenari più suggestivi della provincia di Chieti, dalla costa alla montagna, passando per le colline degli ulivi e dei vigneti

Due giorni per toccare con mano, attraverso immagini ed interviste, la complessità dell’Abruzzo meridionale. La troupe di E-Cubo, il nuovo programma di Rai Educational su ambiente, economia ed energia ha girato attraverso tutta la provincia di Chieti, da Francavilla al Mare a Vasto, da Lanciano a Quadri passando per i comuni di Fossacesia, San Vito Chietino e Treglio.

Ad accompagnarla i ragazzi del progetto Ecovie, protagonisti di una puntata che andrà in onda a giugno, nella seconda serie di E-Cubo.

Roberto Laurenzi, regista e autore del programma: “Abbiamo contattato il gruppo Ecovie perché ci interessava raccontare da un punto di vista giovane il momento cruciale che vive l’Abruzzo, diviso tra la scelta di autorizzare un impianto Eni per l’estrazione e raffinazione del petrolio e quella, diametralmente opposta, di realizzare una grande rete per il turismo natura, le Ecovie. Se non fosse stato per loro non saremmo venuti fin qui: il nostro programma non fa denuncia, ma racconta proposte concrete. Metteremo in luce i punti chiave dei due modelli di sviluppo con il coinvolgimento degli attori sociali, politici ed economici presenti sul territorio”.

Politici, rappresentanti delle istituzioni e dell’agroalimentare di qualità. Ma anche cittadini e studenti innamorati del proprio territorio: “Abbiamo fatto una scelta basata sulla bellezza dei paesaggi – commenta Antonio Bianco, coordinatore del progetto Ecovie - a Roberto Laurenzi e alla sua troupe abbiamo fatto vedere l’Abruzzo attraverso i nostri occhi, in modo che la motivazione alla base del progetto Ecovie emergesse quasi naturalmente. Li abbiamo accompagnati sul tracciato della vecchia ferrovia Adriatica e sui binari abbandonati di quella Sangritana, filmando scenari mozzafiato e incontrando tutti coloro che lavorano sul territorio”.

Dall’alto dell’abbazia di San Giovanni in Venere Giuseppe Ursini ha raccontato la nascita di un prodotto oleario ormai famoso in tutto il mondo; da uno dei trabocchi della costa omonima il sindaco Enrico Di Giuseppantonio ha parlato del turismo e dell’importanza del tracciato ferroviario ai fini della conservazione del paesaggio di Fossacesia e dintorni. Politici come Giovanni Legnini e Franco Caramanico hanno raccontato il progetto del Parco Nazionale della Costa Teatina e insieme a loro, Fabrizio Di Stefano ha riassunto le fasi cruciali della battaglia contro il Centro Oli. Domenico Pasetti e i rappresentanti delle cantine sociali di Tollo hanno spiegato il valore del contesto nella promozione e nella vendita dei vini, ribadendo che oggi l’Abruzzo non ha nulla da invidiare al Chianti. Marcello De Cecco è intervenuto sul progetto Ecovie, ricordando esempi europei di grande valore, come quello della pista ciclabile del Danubio. Enzo Giammarino, presidente di Ecotour, ha citato i numeri del turismo basato sulla natura, un settore in continua crescita. Una costa di inestimabile valore ambientale e paesaggistico su cui insistono colline di viti e ulivi. Zone interne montuose e incontaminate. Un territorio che aspetta un disegno politico ed economico che lo valorizzi e lo metta a riparo da progetti speculativi e industriali dissennati.

www.ecubo.rai.it

No all’Abruzzo outlet del petrolio

Saturday, March 29th, 2008

L’Espresso: “L’Eni in riserva, la produzione arranca, il titolo in Borsa anche”
Ecovie: “Gli amministratori che cedono al ricatto dell’azienda dimostrano di non avere a cuore il futuro della regione e dei suoi cittadini”

“L’Eni è rimasta in riserva. La produzione arranca. Il titolo in Borsa anche. E così il presidente Paolo Scaroni è costretto allo shopping di pozzi. Dall’Alaska fino al Congo. Facendo crescere l’indebitamento dell’azienda”.

Non lascia spazio a dubbi il settimanale L’Espresso nel numero di questa settimana. L’Eni è in difficoltà e il Centro Oli di Ortona non è che uno dei tanti tasselli della corsa ai pozzi della multinazionale a sei zampe, quando è ormai chiaro che la strada da percorrere è quella dell’investimento nelle fonti rinnovabili. Le royalties per la Regione ammonterebbero a 15milioni di euro spalmati su 15 o 20 anni, l’equivalente di un decimo del mercato annuale del vino nei soli dintorni della raffineria (150 milioni di euro) a fronte di costi ambientali elevatissimi.

“Si sta mettendo a repentaglio il nostro sviluppo di lungo periodo – ha dichiarato Antonio Bianco, ricercatore in economia politica e coordinatore del gruppo Ecovie –. Fa bene la Uil ad auspicare uno sguardo complessivo sulla vicenda. Il primo punto da chiarire in questa direzione riguarda il porto di Ortona: se davvero vogliamo difendere il suo ruolo di approdo commerciale e industriale dobbiamo respingere l’idea di farne un porto petrolifero, essendo le due destinazioni tecnicamente incompatibili. In secondo luogo, l’industria petrolchimica rende più vulnerabile il sistema economico regionale, in quanto fortemente lesiva delle altre forti attività nella zona: l’industria meccanica o elettronica stanno bene a tutti, quella petrolchimica ha tutt’altra natura, incompatibile con i settori di punta dell’economia regionale. Se le bottiglie di vino prodotte in Abruzzo si vendono a 50 o 100 euro, nel Chianti non dobbiamo andarci, ci siamo già.

Inoltre - continua il coordinatore di Ecovie - per valutare con l’auspicato massimo di garanzie e di trasparenza l’impatto della raffineria e del piano di trivellazione (che interessa l’intero Abruzzo) si devono rifiutare le autocertificazioni dell’Eni, che occupa una posizione di palese conflitto di interessi, e coinvolgere scienziati indipendenti, quali ad esempio Maria Rita D’Orsogna e Thomas Chou, docenti all’Università della California e autori di un aggiornato studio sugli effetti dell’inquinamento da idrogeno solforato. E quando i vertici Eni affermano che negli altri paesi tali opere non subiscono intralci, dovrebbero ricordare che, se in Italia il limite alle emissioni di idrogeno solforato è 10 parti per milione, in Canada è 0.003 parti per milione. Ovvero, da noi la tolleranza è di 3-4mila volte superiore.

Resta infine da accertare – conclude Bianco - se il segretario generale della Presidenza della Giunta regionale Lamberto Quarta abbia agito su mandato del Consiglio Regionale alla vigilia, lo ricordiamo, di una sua delibera di legge, oppure in violazione della sovranità dell’assemblea. Le minacce dell’Eni valgono poco dal punto di vista giuridico: il comune di Ortona non ha rilasciato la concessione edilizia e il piano dell’azienda non è abbastanza dettagliato per poter essere esaminato seriamente”.