Realtà

Biciturismo Piceno, così vicino così lontano
di Roberta Mancinelli

Bike Hotel, cosa sono - Si chiamano Bike Hotel e sono l’ultima novità in fatto di turismo, lanciata dalla provincia di Ascoli Piceno. Chiuse le iscrizioni a settembre scorso, l’iniziativa “Biciturismo Piceno” ha raccolto l’adesione di 35 strutture ricettive, le stesse che a Pasqua hanno inaugurato un servizio orientato sul cicloturismo. Ideata e progettata dall’assessorato al Turismo della Provincia di Ascoli, la rete di alberghi si snoda lungo i 30 itinerari ciclabili su strada e i 5 off road di cui il territorio è dotato. Un’iniziativa pensata e strutturata in modo tale da coinvolgere attivamente gli albergatori piceni: la Provincia, ente pilota, ha predisposto un corso di aggiornamento per fornire tutti gli strumenti, le tecniche e le competenze atti a garantire un’accoglienza impeccabile agli amanti delle due ruote. Dall’officina alla tavola. Hotel e agriturismi sono infatti attrezzati per fornire assistenza tecnica e meccanica, riparazioni, accessori, rimesse per le biciclette, una nutrita cartografia degli itinerari cicloturistici, informazioni relative a luoghi e iniziative locali, indicazioni sui percorsi lontani dal traffico motorizzato, guide escursionistiche, recupero mezzi ed altri servizi specifici.
E soldi? - Grazie alla copertura finanziaria della Provincia, che si è fatta carico del 40% dei costi, si è riusciti in breve tempo a completare l’adeguamento delle strutture ricettive, senza gravare troppo sulle casse degli albergatori. A completare l’opera, la promozione garantita dalla recente pubblicazione della Guida cicloturistica della Provincia di Ascoli Piceno, già presentata con successo alla B.I.T. di Milano e al Salone del tempo libero di Ferrara.
“Piceno Sviluppo”, una società partecipata incaricata di gestire l’accordo tra soggetti economici e politici della Provincia, si occuperà dell’assistenza alle strutture aderenti. Una scelta che pone il territorio di Ascoli Piceno all’avanguardia in Italia, dove i Bike Hotel sono in totale appena 40. Una scelta salutata con favore anche dalla Bike Tourism Association (BTA), che ha concordato con i presenti le modalità per lo svolgimento delle verifiche di rispondenza tecnica delle strutture al disciplinare ad esse imposto. La catena di strutture specializzate nel cicloturismo e dedicate a quanti vogliano abbinare lo sport alla vacanza e godere di paesaggi e territori di grande valore ambientale, si è presentata a Pasqua.
Per informazioni: www.provincia.ap.it

Le vie verdi spagnole
di Federico Flamminio

Percorsi naturali - In Spagna 1.300 km di vie ferroviarie dismesse sono stati trasformati in Vias Verdes. Dal nord al sud del Paese si possono percorrere tragitti attraverso vari ambienti naturali. Le possibilità sono numerose: dai percorsi di pochi chilometri a quelli, rurali, lunghi diverse centinaia, e ancora camminate urbane, tracciati che si addentrano in zone disabitate.
Organizzazione e gradimento - I turisti che hanno iniziato a camminare e pedalare su questa rete sono ciclisti insaziabili di salite e sudore, famiglie al completo, anziani e anche disabili, per i quali sono stati predisposti numerosi percorsi tarati sulle esigenze di chi ha scarsa capacità motoria. L’organizzazione è capillare ed attenta. Ad intervalli regolari, cartelli segnaletici indicano la presenza di zone a interesse storico-artistico, aree di sosta, ostelli, ristoranti. Se si vuole partire da casa senza l’ingombro della bici, la si può noleggiare in luoghi dedicati, presenti lungo tutte le Vie. E’ ovviamente interdetto il transito a tutti i veicoli a motore, motivo per cui l’ambiente naturale può essere goduto in piena rilassatezza. Grande importanza è stata data in Spagna allo sviluppo dell’ecoturismo, con battages pubblicitari e coinvolgimento di scuole e associazioni. La catena televisiva TVE ha inoltre creato un programma in undici puntate appositamente dedicato alla pubblicizzazione del progetto. Al programma hanno lavorato amministrazioni locali, regionali e nazionali, consapevoli della grande risorsa rappresentata per il turismo e il territorio da questo modello di industria a impatto zero.

L’esperienza americana
di Federico Flamminio

Parola d’ordine: riconvertire - Rail-Trail, alla lettera, significa ferrovia-percorso e negli USA indica tutti quei tracciati che, ormai in disuso, sono stati convertiti in percorsi turistici, fortemente connotati dall’assenza di traffico veicolare. Vari studi sono stati condotti in maniera sistematica dagli statunitensi per provare i benefici di questo tipo di riconversione. Studi dovuti soprattutto alla necessità di attirare finanziatori grandi, ma anche piccoli, come ad esempio i proprietari dei terreni adiacenti al percorso.
Benefici - I benefici ecologici derivati sono soprattutto l’abbattimento dei livelli di inquinamento chimico e acustico; l’economia delle regioni attraversate dai Rail-Trails ha tratto grande giovamento dal turismo derivatone. Ad esempio nello Iowa orientale, sullo “Heritage Trail”, un percorso di 26 miglia pavimentato con i classici sassi da ferrovia, le contee interessate hanno visto arrivare in un anno ben 630.000 $ di “new money” proveniente dalle tasche dei turisti. Interviste proposte ai residenti e agli utilizzatori esterni dei Rail-Trails, hanno messo in luce la fiducia e l’ottimismo rispetto questo genere di operazioni. Sono stati riscontrati benefici sulla salute e la forma fisica, la popolazione residente si è trovata in possesso di enormi spazi da utilizzare a scopo ricreativo, ma non solo. E’ significativo il fatto che i Rail-Trails vengano molto spesso utilizzati come normale via di comunicazione, per sbrigare gli affari quotidiani: un utilizzo questo, che contribuisce a decongestionare le principale arterie per il trasporto veicolare, con tutto ciò che di buono ne consegue.

Per saperne di più:
http://www.railstotrails.org/index.html
http://www.ncrc.nps.gov/PORTALS/TRAILS/rtcimpact/impact-b.htm

Il Ponente Ligure ha le idee chiare
di Roberta Mancinelli

Pedalare su ferrovia - Ancor prima che la ferrovia venisse dismessa lungo il litorale in provincia di Imperia, la Regione Liguria, sentite le amministrazioni comunali e provinciali coinvolte, ha deciso di utilizzare il sedime ferroviario come risorsa per la tutela del paesaggio e delle ricchezze naturali della costa. Il raddoppio della ferrovia nell’estremo Ponente Ligure ha reso disponibile un tracciato di circa 25 chilometri lungo un litorale che attraversa centri urbani e paesaggi strategici dal punto di vista storico, ambientale, turistico ed economico.
Il progetto - Finanziato dal fondo ministeriale Prusst, il Programma di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile del Territorio, il progetto “Pedalando sulla ferrovia” prevede la creazione di una pista ciclabile, una linea di trasporto pubblico locale a basso impatto ambientale, l’ampliamento dei percorsi pedonali esistenti, l’aumento degli accessi al mare e la realizzazione di 440.000 metri quadrati di parco costiero. A rendere concreta questa possibilità è stato un sistema di finanziamenti pubblici e privati nato nel 1999 con l’obiettivo prioritario di cogliere l’opportunità di riutilizzare le aree della ex-ferrovia nella loro interezza, evitando una pericolosa frammentazione dettata dal prevalere di interessi particolaristici. Oggi il progetto coinvolge gli otto comuni di San Lorenzo al mare, Costarainera, Cipressa, Santo Stefano al mare, Riva Ligure, Arma di Taggia, Sanremo e Ospedaletti, attraversati da una storica linea ferroviaria dismessa nel settembre 2001.
Azioni concrete e obiettivi - Realizzazione di una pista ciclabile e valorizzazione delle ex stazioni sono i capisaldi attorno ai quali ruotano i 48 interventi previsti. Il progetto è in via di ultimazione ed ha avuto da subito una regia regionale: dopo lo sforzo di acquisizione dei terreni di risulta da Trenitalia, la Regione Liguria ha affidato l’azione di coordinamento ad Area24, una società mista a maggioranza pubblica che solleva i comuni dalla gestione dei tratti, evitando anche il pericolo di frammentazione del percorso. Quanto alle amministrazioni comunali, l’accordo le impegna ad attuare alcuni servizi collaterali, come la manutenzione delle aree di loro competenza, in cambio del sicuro ritorno economico di un’industria del turismo a totale sostenibilità ambientale. Sebbene non siano mancate difficoltà nella conciliazione degli interessi individuali, il progetto ha generato il consenso dei cittadini e forti aspettative nei turisti e negli operatori del settore. A breve, il varo della prima bicicletta.
Vedere per credere.